Requiem per incastri. Parole sconnesse, scoscese, scomposte.

Di giorni ambrati e di cubi di rubik che non si finiscono mai.

Archivi Mensili: novembre 2011

Di maestrie.

Sarebbe come di notte, quando fuori è buio e niente si lascia acceso. Quando a pensarci un po’, di più, poi mi si traccia il cuore e tutto peserebbe ancora. Così. Sarebbe facile, e tu seresti semplicemente un uomo. “Intatto”.

Di attese fatte di niente e di ritorni mai aspettati.
Passeresti mica di qua per azzerare tutto?

Il sale, per dire, lascialo a casa. Grazie.

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Aritmie.

Che poi a suo modo, sapeve essere onesta, insomma le cose le diceva, chiare, tonde o quadrate che fossero, erano li, pronte quando servivano e schive quando era giusto mancassero. Eppure, c’erano sempre tanti eppure quando si trattava di lui. Lui che le sfuggiva da sempre e le mancava da mai, lui che le toglieva l’aria quando c’era “troppo” ma che le imbruniva i se qualora mancasse veramente.
Come vincere qualcosa che non si schiera mai su di un campo di battaglia?? come far incastrare le pedine dove devono se lo scacchiere è colmo e vissuto di mosse già giocate e azione mai capite?..
Che la vita non è una scacchiera.. e i colpi di scena si pagano cari senza uscite maestose che ne senteziino il finale.

Sospensione.

Ma infatti.