Requiem per incastri. Parole sconnesse, scoscese, scomposte.

Di giorni ambrati e di cubi di rubik che non si finiscono mai.

Di maestrie.

Sarebbe come di notte, quando fuori è buio e niente si lascia acceso. Quando a pensarci un po’, di più, poi mi si traccia il cuore e tutto peserebbe ancora. Così. Sarebbe facile, e tu seresti semplicemente un uomo. “Intatto”.

Di attese fatte di niente e di ritorni mai aspettati.
Passeresti mica di qua per azzerare tutto?

Il sale, per dire, lascialo a casa. Grazie.

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6 risposte a “Di maestrie.

  1. ipsediggy 29 novembre 2011 alle 17:21

    déjà vu!

  2. bahameen 30 novembre 2011 alle 17:21

    ora mi sento un po’ più a casa, nina…

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