Requiem per incastri. Parole sconnesse, scoscese, scomposte.

Di giorni ambrati e di cubi di rubik che non si finiscono mai.

Poche cose.

Ti ho detto che ero triste. E tu mi hai risposto “perchè sei felice”.

Può avere un peso la felicità? Avrei tanto voluto credere ai tuoi disegni di sorridenti futuri, dove nessuno porta con sè il ritratto simulacro di quello che è stato. E’ stato?

Non era che una stanza, nemmeno mia. Vestiti appesi e un po’ di ordinario disordine. Tanti ricordi e troppe porte sbattute. Eppure li, fra i tuoi fogli, ero semplicemente spettinata, profumata e tiepida. Di quel tepore che al mattino ti fa spazio fra le gambe e inchioda desideri. A intrecciare stupori e promesse distratte.

Perdona il mio animo bucato.

(un tempo trovavo i chicchi di arabica estremamente romantici e allegri.

Ripetevo a memoria il Candide e aspettavo buona e paziente, facendo finta di essere così. Buona e paziente.

Intorno era la brina e calpestarla, era solo peccato.)

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19 risposte a “Poche cose.

  1. rebusrebus 25 gennaio 2012 alle 17:21

    Però è bello il rumore della brina calpestata, non da neppure idea di unarottura. La brina poi scioglie, la differenza solo il rumore? Forse. Da abbracciare l’animo bucato.
    Ciao.
    P.

  2. nina 25 gennaio 2012 alle 17:21

    ..esatto. La brina poi si scioglie..e…
    e in assenza di rumore..a volte, la sostanza non cambia. a volte.
    Sotto alla pianta dei piedi era il rumore. Ma dentro accadeva dell’altro.

    Gli animi bucati ringraziano di cuore con inchino e baciamano. C’è tanto altro in questo piccolo posto. Quindi io ringrazio. Tanto.

    Ciao P

    (da piccina calpestavo la brina mentre andavo a scuola. E’ un ricordo piccolo e leggero. La sensazione era gioco e meraviglia insieme. Lo stupore dell’abbandono e la fantasia dell’inventare nuove giocosità)

  3. nina 25 gennaio 2012 alle 17:21

    che poi era post, ma forse posto, è decisamente meglio. Già.
    Posto dei ricordi. forse.

    • rebusrebus 26 gennaio 2012 alle 17:21

      E che forse i posts non sono il posto? Avevo pensato al posto, ché è così, tante cose nascoste a quasi tutti, impossibili da sapere, qualcosa intuibile, sorpresa, meraviglia ma poco tutto conoscibile, solo da guardare e sentire, provarci ché le cose sono tante da conoscere o riconoscere ma magari anche no, solo lasciare scorrere le parole, il suono mentre le si legge.
      P.

  4. ninA 26 gennaio 2012 alle 17:21

    no no..E proprio così..
    “tante cose nascoste a quasi tutti…”
    E non so se ci siano cose da conoscerericonoscere..cose per cui valga farsi domande ..ma..
    ma il suono mentre le si legge, quello si. Quello io, per dire, lo trovo sempre quando mi piace leggere qualcosa. E spesso nel suono roconosco quello che c’è da riconoscere. E magari no. Ma magari si.
    E allora.
    Grazie P.

  5. rebusrebus 26 gennaio 2012 alle 17:21

    Vale anche l’illusione di riconoscere, credere che qualcosa sia come noi la si sente, perchè no? Lasciare scorrere il suono e se si sbatte contro qualcosa che ci fa sussultare, per il dolore o epr qualsiasi altro motivo, e bene! Meno male, dico!

  6. ninA 26 gennaio 2012 alle 17:21

    avoglia!!
    Diciamolo. Menomale!!
    Adoro se accade ciò. Illusione, o no. Entrambi gli stati hanno il loro perchè. E io li rispetto e me li tengo stretti.

  7. parolesenzasuono 27 gennaio 2012 alle 17:21

    perchè capita di accorgersi di avere vissuto in uno statodi grazia solo quando quella condizione non c’è più mentre al tempo la si riteneva “ordinaria”?

    lo stesso pudore di non calpestare la neve caduta di fresco…

  8. ninA 27 gennaio 2012 alle 17:21

    non ho mai ritenuto ordinario nulla che mi rendesse felice ma..
    il punto forse è esattamente quello.

    la neve appena caduta quasi mi imbarazza. Si..

  9. rideafa. 27 gennaio 2012 alle 17:21

    nina ho la febbre e mi sono dovuta fermare un giorno, ieri però colla febbre ero comunque in udienza poi però non ci sono riuscita a trascinarmi a lavoro e le mie difese immunitarie in questi giorni mi lanciano messaggi che vogliono dirmi qualcosa io penso. ma io non sono mai stata brava a leggere le orme sulla neve, tra i fogli sparsi di una stanza entropica o ordinariamente confusa, non sono brava più a dire e chiedere. quindi nel dubbio mi tengo la febbre e il mal di testa e mi sembra non passino mai.

  10. ninA 27 gennaio 2012 alle 17:21

    oi sare pure io sto colla febbre influenzale che mica va, bastarda torna e ritorna e senza tregua facciamo a cazzoti da tipo due settimane.
    Dai retta ai tuoi globuli bianci. E lascia stare le orme sulla neve che tanto poi nevica ancora e ancora e di nuovo e poi anche e allora vedi..che tanto se ne vanno. e capirle poi fa fatica. Inutile.
    Io stasera mi ordino il giappo e non ce penso più. Che infatti pensare mica lo aiuta il mal di testa.

    Stanza entropica molto sofisticato. Si.

    • ninA 30 gennaio 2012 alle 17:21

      amica..
      esattamente quello che vorrei gridare..urlarlo e veder se c’è una risposta!! ma vedi, tanto, lo so che le risposte sono sempre io che le cerco….anche per chi non ne vuole sapere. Ma infatti.

      Epica nina simone in questo pezzo..epica sempre…mi vengono i brividi dappertutto..
      che livello…superiore di tutto..
      adoro..meravigliosa, semplicemente meravigliosa…che regalone miss!!

  11. mitedora 28 gennaio 2012 alle 17:21

    Buona e paziente. Ecco, forse, come costruire una felicità disordinata, disincantata. E, quel ch’è stato, è strato. / bellissimo ciò che scrivi, sostanza e forma. /

  12. ninA 30 gennaio 2012 alle 17:21

    elegante dora,
    rendi sempre superiore un pensiero semplice…
    uno stato/strato da sedimentare, messo per iscritto e lasciato al caso della vostra comprensione e del mio tentativo di saperlo più chiaro.

    cuore in una mano e un muto ringraziamento nell’altra per il tempo speso a leggere..

  13. bahameen 30 gennaio 2012 alle 17:21

    “E con le stesse scarpe camminare per diverse strade
    o con diverse scarpe su una strada sola”…scusa se ultimamente rubo parole a chiunque… manon ne ho di mie…per fortuna ci sei tu.

  14. ninA 31 gennaio 2012 alle 17:21

    bacino sulla testa.
    essì che ci sono.

  15. FrancesGlass 31 gennaio 2012 alle 17:21

    Tutta colpa del Candide, a mio parere 😛
    Ah, l’immagine del tepore mattutino mi toglie il fiato, da quant’è bella e terribilmente vera.

  16. ninA 31 gennaio 2012 alle 17:21

    bastardo di un Candide! 🙂
    FranceG, feilice tu l’abbia colta. Si. Piace anche a me..perchè emotivamente ha un significato molto importante. Molto.
    Grazie, quindi. Grazie di cuore..

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