Requiem per incastri. Parole sconnesse, scoscese, scomposte.

Di giorni ambrati e di cubi di rubik che non si finiscono mai.

di come la notte sia fatta per essere banali.

Sono annoiata.

Le persone mia annoiano. Mi annoiano le cose dette perchè non si ha il coraggio di dirne altre. Le scuse di comodo. Le spiegazioni inutili e i complementi finti. Mi annoiano i  pensieri banali, come questi, e le frasi smielate. Mi annoiano le persone piccole e superficiali, e mi annoia di brutto il fatto di notarlo, di accorgermene. Mi annoiano le promesse fatte  e mantenute male. Quelle a dir la verità mi fanno forse più tenerezza che noia. Tenerezza spicciola, da buttare. Via. Mi annoiano le donne con la scritta in fronte “scusate avete mica visto un pisello disponibile?”. E’ pieno tesoruccio, togli pure il cartello. E’ sufficiente che ti strusci un po. Con discrezione, grazie. Mi annoiano gli uomini con un biglietto in tasca con su scritto “sono prevedibile e scontato ma farò finta di stupirti”. Già visto, gentilissimo ma… avanti un altro! appunto. Mi annoiano le parole vuote, ma non perchè svuotate del loro significato ma perchè incapaci di contenerne alcuno. Mi annoia chi deve, necessariamente, fare sciupio vistoso del proprio bagagliuccio di sapere. Trito, ritrito, stantio. Tipo: la parola pianosequenza. Sta diventando più inflazionata di cazzo. Ma poi lo sapete cosa minchia sia sto benedetto pianosequenza? La risposta non conta. Le risposte contano sempre meno. E il che non è preoccupante ma normale. Già. Mi annoiano i cattivi gusti in fatto di musica, i film di ozpetek e chi si ostina in loop a dire “però le fate ignoranti che filmone!!”. Mi annoia il cibo pesante e le donne che passano la loro vita a cucinare.  Il marito magari si spacca il culo fuori casa dividendosi fra tre lavori, ma loro no!! che le brave mammine stanno  a casa a fare tortine perfette e paste sempre al dente. Cose fondamentali nella vita di ogni bambino sano di mente, mentre tu, donna che lavori sei la causa di ogni neo sul culo di tuo figlio. Tipo: “il bambino mentre disegna usa molto il colore verde signora. Non sarà mica perchè lei lavora madre sciagurata che non è altro??” Inezie. Concentriamoci sul QI di renzo bossi. Meglio. Mi annoia chi non sa mai chiedere scusa e chi sa sempre come, quando, perchè hai detto la cosa sbagliata, nel momento sbagliato alla persona sbagliata. Loro ovviamente psseggono doti divinatorie. Mi annoiano le cattive maniere e quelle forzatamente perbene. Mi annoiano le maestrine a tutti i costi e chi è vecchio dentro. Mi annoia chi si veste di rosa.  E ovviamente mi annoio io che per ognuna di queste inutili stronzate ho un motivo serio per non riuscire a dormire stanotte. E soprattutto mi annoio terribilmente per aver scritto un tipo di post che nel mio blog mi ero ripormessa di non scrivere mai. Mi manca un poesiuncola strappalacrime – ma anche un po erotica ma anche un po io sono inpenetrabile ma anche se ti avvicini riparliamone – in un’esistente metrica, un avatar con un capezzolo che si vede e non si vede e posso spararmi in allegria. Ma tant’è. Che a settembre si dice “da quest’anno bla bla bla” e che da lunedì si iniziano sempre cose. Che domandare è lecito e rispondere è cortesia. Sempre. Cosa centrava? Nulla. Appunto. Tutto sotto controllo come la punteggiatura che non uso “a dovere”, la disgrafia, le maiuscole che non metto e altre mille stronzate che vanno benissimo così. Credetemi.

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12 risposte a “di come la notte sia fatta per essere banali.

  1. creepylaanan 14 aprile 2012 alle 17:21

    anche a me in genere le persone annoiano, tant’è che ho iniziato a rispondere schiettamente alla domanda “sta sera esci?” “no, mi annoiate, parlate sempre delle stesse cose” poi dopo un mese che non esco, godendo solo della mia compagnia, allora mi concedo al mondo, mi annoia meno se non lo vedo spesso. per tutto il resto, si anch’io non voglio scrivere certi post, come vedi oggi non ho scritto, c’è una ragione. non so usare le virgole, non metto le maiuscole come atto di ribellione verso le regole della scrittura, una forma di moderato punk letterario. insomma, buonanotte ninA e fanculo alla noia

    • ninA 14 aprile 2012 alle 17:21

      si..io sto così. E sto post ridicolo davvero deve restare a memoria del fatto che mai più dovrò scrivere un roba così. Però…mi serviva credo si.
      Difatti ieri sera mi aspettavano giù, cioè della serie, ok scendi intanto che mi metto le scarpe la giacca faccio pipì e arrivo. Si..
      infatti ho fatto pipì e dal water ho chiamato chi giù m i aspettava con la macchina accesa e ho detto “ho cambiato idea”.
      Robe così.
      per la scrittura io ho tutto un mio pensiero che credo tu coglierai quindi un giorno te lo farò, tuo malgrado 🙂

  2. jungle 14 aprile 2012 alle 17:21

    caspita, torno e ti ritrovo così..
    più che annoiata mi pare incazzata 🙂
    “Mi annoiano le donne con la scritta in fronte “scusate avete mica visto un pisello disponibile?”. E’ pieno tesoruccio, togli pure il cartello. E’ sufficiente che ti strusci un po. Con discrezione, grazie”
    Rido. E’ verità.

    • ninA 14 aprile 2012 alle 17:21

      ma poracce…
      io per dire je presto anche il pennarellone così se lo scrivono a caratteri cubitali e fanno prima.
      Tutta sta fatica per un pisello poi..
      bah..messe malino no?
      ma tu poi sei masculo e femminna j?? ennò perchè ho dei dubbi..si…

  3. m0ra 16 aprile 2012 alle 17:21

    Pianosequenza lo leggo per la prima volta, pensa te. Io invece sto cominciando a non potere più di: persone ‘dense’, scritture ‘di pancia’, individui ‘solari’, ‘opacità’… Ecco ‘opacità’ è un termine che non sopporto.

    • ninA 16 aprile 2012 alle 17:21

      ti riferisci a definizioni, termini, o persone dense, scrittute di pancia nella loro concretezza? se di concretezza è il caso di poter parlare…ma insomma…
      stasera sono sfasata, colgo poco..
      In effetti dicendomi dopo che detesti il termine opacità credo di essermi risposta da me.

      opacità dici…boh..non saprei, è strano come suono…poi inzia con una vocale e fnisce con una vocale accentata..è un po antipatico, si.
      🙂

  4. prettylilditty 22 aprile 2012 alle 17:21

    ninA quotata da me. Anche a me annoia annoiare. Mi annoia la gente noiosa annoiata e annoiante che usa la parola pianosequenza. Che io non so cosa significhi. Putroppo tutto quello che ninA descrive è avvilente quanto umano e ninA ci si arrovella il cervello la notte. Senza riuscire a tacitare la coscienza con una bella nin[n]A nannA. Io detesto la parola “appetitoso” e l’espressione “nella misura in cui”

    • ninA 23 aprile 2012 alle 17:21

      dormo zero e mi riposo meno. Il cervello. E’ na guerra..
      più cerco di nno pensare e meno ci riesco. ma vabbè. Dormirò in un’altra vita. Credo. Si.
      Pianosequenza haimè lo so cosa significa ma la sento usare talmente acazzo e sempre e di continuo e a sproposito che davvero…bastaaa, cioè che noia mortale, no perchè a roma tutti si occupano di cinema…tutti, tutti hanno fatto un corto, tutti hanno presenziato a qualche progetto, tutti non fanno altro che parlare di cinema. E’ un urto. E io il cinema lo straamo ma..odio tutto il carrozzone che ci gira intorno….
      Io anche appettitoso lo odio!! è leziosetto e mi sa di vecchio. nella misura in cui..non saprei…è da uno prolisso..si..
      io detesto e davvero nno capisco cosa cazzo significhi chi quando ha a che fare con dei bambini si rivolge loro dicendo : “no a mamma” “si a mamma” “vieni qui a mamma” “mangia la frutta a mamma”
      ma che me voi dì? perchè??? perchèèèèèèè?
      odio.

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