Requiem per incastri. Parole sconnesse, scoscese, scomposte.

Di giorni ambrati e di cubi di rubik che non si finiscono mai.

Voce sottile per lucciole timide.

“Io non lo farò mai. Giuro”. Parole inutili come cantilene  e pensieri da funanbolo.

In bilico, ferma, mani bloccate e cuore in tormenta. “Non c’è timore nella solidità della verità”, questo mi ripetevi B, eppure sapevi che sarebbe venuto un tempo più spigoloso in cui la verità non avrebbe potuto essere accolta. Sempre. Con la sua nuda eleganza, poco paziente e spesso di corsa. Quanto può fare male una verità? Millemilavolte di più di una bugia sciocca e codarda. Ma ci sono momenti e modi nelle giravolte della vita che non è possibile preventivare o assicurare. E allora a volte si mente, si mescolano scuse per averlo fatto e ci si grida dentro di quanto siano ingiuste quelle giravolte, di quanto si possa essere incapaci di fermare il senso di vertigine e mettere un punto a quel girare. Cercare. Magari scappare?..

Oggi ho detto una bugia a una piccola persona. Ho sentito il cigolio della delusione intrappolata nelle corde vocali e il suo capire acerbo che qualcosa non tornava. Allora di nascosto ho fatto un pianto nodoso e sommesso ma non sono riuscita ugualmente a dirle nulla di più. So dei suoi sogni traballanti e dei suoi occhi impauriti. Un tempo era più facile. Un tempo la stringevo e basta, le pulivo il nasino lentiginoso e srotolavo polpastrelli leggeri sulla pancia per farla addormentare. Cantavamo insieme cose stupide e felici mentre i respiri ci si annodavano nel buio fra copertine profumate e un sonno di zucchero filato. Parole color pastello e risate senza fiato erano i giochi insieme. Un portacenere di das e iniziali uguali, un cuore sullo specchio e nascondigli per piccole ferite da disinfettare, consolare. Ora non riesco a capire i suoi disagi, o forse li capisco talmente bene che fuggo sorda per non sentirli. Spilli minuscoli e sapientemente ficcati come agopuntura per non curare. Perchè non riesco a dare aiuto a nessuno adesso. Perchè non so nulla di solidità e non posso imparare se non riesco ad ascoltare.

L’ho delusa. Di una delusione tratteggiata che rimane fra i capelli anche se lisci, anche se lucidi. O forse proprio per quello.

(non c’è nulla fra le parentesi. Oggi nno c’è nulla.

solo un nodino alla gola che acchiappa tutto e stringe.

“Se” spaesati e diasporiche incapacità.

Fare, desiderare, dire).

Fra le note un po curiose di campane dispettose

ecco il suono dei balocchi suona forte tre rintocchi..

giù nel cesto a dir di fate ma.. voi no! non vi svegliate!!

Dormi bene bimbo bello e giù non correr nel tranello...dormi e sogna del castello!!

Fate e gnomi a tesser trame di magie e filigrane.  

Eran giorni di calzette, mostri buffi e piroette..

Dormi e sogna bimbo buono e lascia andare questo suono…

din, don, dan da bisbigliare..

non scappare, fammi stare..

din, don, dan da dire piano..

non lasciarmi mai la mano..

din, don, dan..

era l’arcano…e forse il senso…

..è un po’ balzano…”

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14 risposte a “Voce sottile per lucciole timide.

  1. rideafa. 29 aprile 2012 alle 17:21

    èh, io di nuovo invoco la madonnina dei miracoli: anche un solo orecchio nuovo, pure quello che ho già solo disinfettato, madonnina, ché io possa ascoltare pure il silenzio, in silenzio, pure assente, per non disturbare, ma ascoltare.
    per raccogliere da terra un granello che ne contiene altri mille dentro, occorre ascoltare il suono di una caduta precedente. chè pure un granello a saperlo ascoltare cade a terra come tonfo.

    nina, io ti abbraccio.

    quando mi chiedo se ho mai deluso le poche persone che amo, Nina è in quel momento che tradisco prima di tutto me; che svilisco il mio di amore e quello che ricevo, ché non ci è amore più grande di quello che mai giudica. a volte indietreggia, altre osserva talmente da vicino da notare ogni imperfetta e atroce consapevolezza, altre rimane in silenzio e qualche volta soffre.

    almeno così mi pare. però è una còsa che mica ho capito ancora benissimo.

    • ninA 29 aprile 2012 alle 17:21

      grazie sare. ero li che sbattevo incantata le ditine sulle corde di un basso rotto quando mi è arrivato il tuo abbraccio. è arrivato e io gli ho fatto la festa. anche solo per fargli capire che qui gli abbracci vengono saempre considerati roba importante e seria. mica cosette così..
      poi ascoltavo angela baraldi che cantava impressioni di settembre e pensavo che la canta gran bene che a me le canzoni rifate fanno cagare davvero tipo chessò, Rufus Wainwright che si rimette afare across the universe, insomma, ecco, adesso, come ti viene in mente?? non si può..a me li mi fa tipo magone..
      però invece lei quella la fa bene, e a modo suo e però nno fa del male al pezzo originale .non so. non glielo fa…
      sare ascoltare il silenzio in silenzio è difficilissimo..se ci riesci dimmelo te ne prego che vengo li e ti metto una coroncina di bacIetti in testa e nelle mani..
      e poi però non lo so se devo domandarmelo o meno se deludo..e magari no, è vero…però se lo capisco allora li è tutto un casino…che ti ho deluso e l’ho capito…due volte da perdonarmi poi. Una perchè l’ho fatto e una perchè l’ho sentito che magari me lo hai gridato ma magari lo hai disegnato di nascosto con gli occhi in giù e la voce trasparente. E allora..
      “l’amore che soffre” mi fa piangere..e a volte forse bisognerebbe saper scegliere la giusta distanza per lasciarlo fare e..sbagliare..e perdonare.

      non so, l’aglio grattuggiato per dire non lo userò più. mi sembra sempre poco poi lo digerisco mai.
      E’ sempre una questione di misure..
      io ne sbaglio di continuo. pare.

  2. mitedora 30 aprile 2012 alle 17:21

    anche le delusioni che diamo , grandi o piccole che siano, sono un modo per entare nel cerchio della realtà. e, le bugie, col tempo, saranno considerate come l’appendice dello strascico d’una brutta fata, brutta , ma necessaria. l’amore passa attraverso infinite porte. Abbracci cari a te, Nina!

    • ninA 2 maggio 2012 alle 17:21

      o dora mia nno so come ma non avevo visto il tuo commento! perdono….
      l’amore si..passa attraverso infinite porte..e crune..dolorose….

      baci e abbracci circolari per la bella dora 🙂

  3. lameteora 30 aprile 2012 alle 17:21

    vogliamo parlare dei tuoi, di titoli?

    • ninA 1 maggio 2012 alle 17:21

      io c’ho la passione vera per i titoli..te l’ho scritto già forse..per me sono già loro stessi “composizione”..di qualsiasi cosa si tratti…sciocchezze, stati d’animo, poesie..racconti…insomma..ecco..quindi se ti dicon qualcosa io sono felicissima 🙂 si.

  4. lameteora 30 aprile 2012 alle 17:21

    chiedo venia per la deviazione.

  5. creepylaanan 30 aprile 2012 alle 17:21

    c’è stato un giorno, attorno a gennaio del 2005 in cui decisi “basta con i compromessi” e fu un basta vero, non mentii più a nessuno, non accettai più compromessi. si intende verso le persone importanti, purtroppo nel lavoro qualche compromesso tocca mandarlo giù, ma il lavoro è lavoro, mica vita.
    comunque ricordo bene quel passaggio e i danni a catena che ne seguirono ma che liberazione e come divenne coerente la mia vita. pensaci.

    • ninA 1 maggio 2012 alle 17:21

      si..lo so. in questo caso mi sembrava una verità impossibile da dare…ma forse ho solo avuto paura. come semre quando uno mente o non dice tuttotutto.

      ho creduto fosse la cosa giusta ma..mi sono sentita una merda.

  6. prettylilditty 4 maggio 2012 alle 17:21

    lentiggini e polpastrelli sulla pancia di una sorella minore, supppongo. A volte si è coltello e ferita allo stesso tempo. Non mentire credo sia la cosa più sensata, comunque :*

  7. prettylilditty 4 maggio 2012 alle 17:21

    temo di capire quello che descrivi: tacere o non dire per paura di ferire o preoccupare.
    Quante volte mi è successo? Molto più di quanto si possa immaginare.
    Poi l’empatia di ritorno rinsavisce :*
    adesso stai su 🙂

  8. ioviracconto 10 maggio 2012 alle 17:21

    Molto tenero il tuo scritto.
    Quanto al rapporto fra verità e bugia, diceva Oscar Wilde che mentire con garbo è un’arte…
    🙂

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