Requiem per incastri. Parole sconnesse, scoscese, scomposte.

Di giorni ambrati e di cubi di rubik che non si finiscono mai.

Nessun dorma.

All’infermiera cubana tutto culo e bocca puzzava tremendamente l’alito. Se non fosse che più sdraiata di così non potevo stare, sarei sicuramente andata lunga. Mi faceva questa stessa impressione la prof di ripetizioni che tentava inutilmente in quinto liceo di rendermi edotta in matematica quel minimo necessario per affronare la maturità senza dover arrivare a consegnare con la sola figura, fatta oltretutto di merda, quegli ansiogeni fogli timbrati. Il perchè io abbia fatto il liceo scientifico è ancora un mistero che attanaglia me e credo tutte le persone che abbiano potuto sondare con mano la mia totale incapacità nei confronti dell’universo matematica e affini. Che poi per dire nemmeno è del tutto vero..anche perchè in terzo infatti avevo 8 e non solo perchè la povera supplente  somigliante a un bradipo addormentato temesse le mie scarpe, ma anche perchè apparte l’agghiacciante aspetto era davvero brava a spiegare e soprattutto ad ascoltarti. Ascoltare dubbi, domande, pause, fughe al cesso e stronzate usate come scuse per non aver studiato. Il bradipo ci guardava negli occhi. Ci trattava con cuore. Ecco cosa. Ci trattava come persone piene di cose da dire nonostante l’apparente ignoranza dei modi e il bieco disinteresse dei più. Ho voluto bene a quella donna. E quando quel coglione culosecco  di  M la fece piangere perchè non smetteva di ridere e lei non smetteva di dirgli basta e lui continuava e lei insisteva e lui si mise in piedi sul banco e le gridò in faccia e lei scappò via…, io quella corsa che feci dopo aver detto a M che era il  più idiota degli idioti  e essermi beccata i vaffanculo di tutta la ridanciana classe…se ci penso adesso, ancora mi sento la persona giusta e poeticamente ridicola di quel giorno di fine maggio, mentre inciampavo nei pantaloni e volevo a tutti i costi gridarle la mia solidarietà. Che capita a tutti di essere deboli prof! che noi ci sentiamo così di continuo!! che anche se fanno mille gradi e lei se ne va in giro impaurita e smunta con un maglione di lana color cacca a collo alto, quella orribile tuta tipo pigiama e quel cappello a mo di berciolino da carcerato che cristo santo rimane sconosciuta la motivazione che la spinge a tutto ciò, bè, ecco, lei è una gran figa prof. Lei mi fa sentire importante e degna di ascolto. Lei mi ha fatto capire quello che nessun professore mai in tutti questi merdosi anni di studio. Lei è un a grande. E io le volglio bene prof. Rimanga….

Bè io non riuscì mai a dirgliele tutte queste cose al bradipo. Perchè il bradipo dopo quel giorno non tornò più. Che i voti li avevamo. Che lei era malata. Che insomma basta. Fine. Addio.

Il bidello G. che non mi fece uscire dalla scuola per inseguirla e che oltretutto chiamò la vice preside per punirmi ancora me lo ricordo e ancora lo odio. Bastardo di un bidello. Tra l’altro secondo me fu lui a rubarmi la criptonite rosa fuxia onestamente trafugata da C a porta portese.

Nina:”Scusi fa male??”

cubana: “no, solo un po più di ora”.

Nina: “Ma ora fa già malissimo”.

cubana: “Allora fa male”.

Nina: “Bene”.

 

E la giornata passò, e la nottata passò. E la giornata ancora..e la nottata, poi. Ora. Il ventilatore mi spara in faccia inutile aria calda, il collo mi suda, i capelli sono troppi e io domani vado a trovare il bradipo. Ritrovata per caso, senza caso. Forse per un motivo molto più profondo di quel che in apparenza stanotte, so.

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17 risposte a “Nessun dorma.

  1. rideafa. 4 luglio 2012 alle 17:21

    nina, l’infermiera T. è piccola e rotonda, mi vuole bene da quando neppure ho memoria e mi ha detto che si prenderà cura lei di me. l’ospedale è la seconda casa del mio babbo e quando ero piccola temevo la considerasse la sua prima casa. io ho una còsa che va tolta e che io la chiamo ovètto di quaglia per via delle dimensioni che somigliano un pò a un ovètto di quaglia. ho paura, ma quello di cui ho più paura è che certe còse non ti basta toglierle per dimenticarle, come la disumità di chi un tempo ti ha voluto bene di fronte alla mia paura. come i ricordi di chi un tempo ti ha voluto bene.

    dico còse strane in questo periodo e ieri la dottoressa mi ha detto: S. diamoci del tu, ormai ci conosciamo, e poi ha aggiunto: tu hai una testa che funziona pure troppo bene e io le ho detto che invece vorrei curarla e che ho paura dell’intervento.

    non ci sarò per un pò nina, ma ti abbraccio e ti tengo sotto la mia mano.

    • creepylaanan 4 luglio 2012 alle 17:21

      non ci conosciamo ma insomma, in bocca al lupo.

    • ninA 7 luglio 2012 alle 17:21

      sare, l’ovetto di quaglia andrà via e tu nemmeno te ne accorgerai, quasi. Me lo sento. E io l’unica cosa che mi sento bene..sono le cose degli altri..quindi un po fidati. Poi è importante trovare un piccolo po di casa anche nelle situazioni più complessecomplicate..anzi..in quelle è necessario per me. Quindi..se una piccola tonda inferimera T ha detto che si curerà di te….già puoi trovare un po di casa anche in mezzo alla paura…che è normale ci sia e normale che resti anche…non soffochiamo sempre la paura…perchè secondo me poi lei prende davvero il sopravvento. Parliamoci più che altro, a volte è più ragionevole di quel che pensiamo…
      Però è vero sai…certe cose mica si dimenticano mai..mica basta toglierle per eliminarne il peso…e la disumanità di chi un tempo ci ha voluto bene…bè, sai, io di quella ancora non smetto di sorprendermi e provare pena..prima per me..d’istinto è così, ma poi immediatamente dopo per chi si dimentica e sdradica il bene come erba medica per vomitare. Con tutte i voli a metà, le mie battaglie spesso perse e il dolore in fondo al petto……ancora mi sento molto più fica di loro. Poi ho uno smalto così fico che oggi me ne fotto anche dei dolori che reclama il mio corpo leggero.

      Io allora ti tengo fra i capelli. Sono come liane sare, puoi saltare da una parte all’altra, spostarti se ti annoi e rivoluzionare tutto se credi. Puoi andare quando ti pare ma puoi rifugiartici, se ne hai bisogno.
      Suerte. Due volte suerte……

      • rideafa. 10 luglio 2012 alle 17:21

        vòrrei sentirmi anch’io più fica di loro, nina. più fica delle parole cancellabili e cancellate, più fica della (dis)umana indifferenza, più fica. invèce, per il momento ho un’amarezza che mi soffoca come il fumo di un incendio. poi che resta.

        mi hanno detto che domani non potrò avere lo smalto; io non me la ricordo una sala operatoria nina, avevo quindici anni quando mi operarono alle adenoidi e mi era persino sembrata un’esperienza tutto sommato divertente.

        ad ogni capelli, nina, lego un desiderio. come le stelle cadenti, che forse non ne ho mai raccolta nessuna e per questo i desideri sono rimasti inascoltati. da me, intanto.

        ho un pò paura, allora penso agli influssi di Valeria e sfrego il mio anello di avventurina.
        grazìè, nina.
        per i capelli e per altro.
        mòlto altro.

  2. creepylaanan 4 luglio 2012 alle 17:21

    sai che ti pensavo proprio ieri? volevo scriverti, ma poi ho detto, no, lascia stare, non ha voglia di leggere, nemmeno tu hai voglia di leggere e pure di scrivere.
    io sto in ammollo in una sorta di denso gel desensibilizzante. forse secerno qualche sostanza anestetizzante. non lo so. è un po’ come lasciarsi andare alla corrente con l’acqua che rende i suoni distanti e opachi.
    comunque sia mi fa piacere sapere che ci sei ancora. in qualche modo anch’io sono ancora qui.

    • ninA 7 luglio 2012 alle 17:21

      sono sempre felice di avere tue notizie creep…sempre davvero. e si sono pigra e indolente e soprattutto dolente ma….sempre felice di avere notizie di chi sa tendere mani e ascoltare. Respirerermo arie migliori e leggere…e guarderemo le pozze di ammollo anestetiche come vasche di ricordi pesanti ma passati…magari pressati, in minuscole scatoline galleggianti che ricoprono le vasche anestetiche di quello che era….

      qui o li….lasciamoci un filo di lana da tirare in caso di necessità….

  3. Topper 10 luglio 2012 alle 17:21

    E’ confortante sapere che ci si può sempre ritrovare.

  4. ninA 10 luglio 2012 alle 17:21

    lo so. Domani non puoi portarlo. Però lo metterai dopo…quando sulla terrazza per colazioni intimiste te ne farò recapitare uno così bello che si spalmerà da solo. Perfetto. Senza sbafature. Con i contorni precisi e la giusta lucidità. Starà bene con tutto quel che indossi e anche quando non indosserai nulla. Sarà il tuo. E basta…
    Sarà così sare..sarà così.
    E se prima si prova pena per se…il dopo che arriva, metterà intorno all’amarezza il dolce senso della consapevolezza acquisita..d fronte a qualcosa che non abbiamo scelto ma che si è imposto, doloroso, ingiusto, ma che sarà superato. E ora sti cazzi dirai del dopo, e fai benissimo, io la saggezza del poi durante l’ora per dire la trovo didascalica e pessima. Però, perlina sare, è proprio banalmente così. Nel poi starai avanti.

    la sala operatoria non è come da teenager..io a 16 anni mi tolsi le tonsille e mi innamorai del dottorino che faceva i turni di notte. Così succedeva che spalancavo di continuo la bocca per farmi saltare i punti e farlo correre a curarmi e rubarmi il game boy. Poi è tutto molto hardcore da pischelli…ora è diverso, nno lo nego, ma è fattibile e alla fine sarà un trofeo in più.

    Domani passa presto. Sbadiglerai e sarà già finito.
    Domani ti penso. Compro lo smalto e lo impacchetto. Tu Appena ti svegli e hai la forza per farlo stringi i pugni. Dentro lo hai già fatto.

    Grazie a te ragazza..i capelli qui sono tanti e forti, vedrai che i desideri ne prenderanno atto stavolta….e le stelle cadenti, poracce, non potranno fare altro che soprassedere.

  5. lameteora 11 luglio 2012 alle 17:21

    hai ricordi, sono afosi e larghi. a quanto pare.

  6. bahameen 12 luglio 2012 alle 17:21

    tesora vorrei tanto essere lì a pochi metri da te invece di infiniti km… ti scrivo da una saletta universitaria, ma lo sai che nessun prof vuol darmi la tesi? dicono che non vogliono rogne quinquennali ma solo semplici tesi triennali…e vabbè…passerà, perchè tutto passa, ti stringo le mani rimani qui cadrà la neve a breve….bahameen

    • ninA 26 luglio 2012 alle 17:21

      ma io vorrei venire li a darti un abbraccio infatti!!! ma deboluccia e scannata come sto…boh. Devo ponderare…
      (voglio farti sentire il disco nuovo… in gran segreto ..ovvio..ma che ci frega….lo sappiamo solo io e tu ;))))

  7. FrancesGlass 21 luglio 2012 alle 17:21

    L’ho sempre pensato. Che avessimo un’adolescenza in comune. Una sega in matematica anch’io e tanta solidarietà per alcuni prof che mi sembravano piccoli ed indifesi di fronte alla tracotanza adolescenziale degli studenti.
    Spero che il dolore, qualsiasi esso sia, si sia dileguato.

  8. ninA 26 luglio 2012 alle 17:21

    si, fg, è esattamente così come dici 🙂

    il dolore sta qui…ma poi tutto si addomestica..corpo e anima..o quasi. L’importante è imparare a gestirlo…che poi è in qualche modo, e per ognuno in maniera differente, superarlo. Ma non dimenticarlo…che io a chi dimentica, ci ho sempre creduto poco.
    Grazie per il pensiero, e l’augurio…sei sempre carina. (In un senso tutto mio di intendere ciò che è “carino”, è. Non in quel modo banale e svilente che spesso gli si attribuisce…per amor della mancanza di fantasia..)

    • FrancesGlass 31 luglio 2012 alle 17:21

      sono d’accordo, sulla questione dimenticare.
      e se c’è davvero qualcuno che ne è capace, allora credo sia incline a provare sempre gli stessi dolori senza mai riconoscerli.
      eh, vabbè.

      noi non si dimentica 🙂

  9. parolesenzasuono 10 agosto 2012 alle 17:21

    credo irrilevante il fatto che tu non abbia detto tutte quelle cose alla prof
    il fatto che tu le abbia provate, quello resta e conta

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