Requiem per incastri. Parole sconnesse, scoscese, scomposte.

Di giorni ambrati e di cubi di rubik che non si finiscono mai.

Nel cesto dei perchè. Camuffati saluti.

Satura di altrui indicazioni per il mio utilizzo, farei volentieri a meno di come sono fatta ma ho smarrito la strada del ritorno e con me stessa in una mano e i tuoi puntini di sospensine nell’altra faccio anche fatica a camminare diritta. barcollo come il fuoco e stono persino le note che conosco meglio. Le ho scritte diligente su un pentagramma muto, ricalcato sulle tue promesse e sgualcito dai miei salti a piedi uniti.

Crema di nocciole, mandorle, crema di nocciole con mandorle, senape, carote, kiwi.

Ordini casuali su scelte poco digeribili. E le tue parole sono comunque più disordinate dei mie menu notturni.

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9 risposte a “Nel cesto dei perchè. Camuffati saluti.

  1. rideafa. 15 ottobre 2012 alle 17:21

    nìna, accidènti alla ridènte che ha smarrito per tre secondi la memòria, come un pesce rosso.

    solo tu mi ci chiami perlina, meno male, nìna.

    nìna, il lunedì e il mercoledì sono a testa in giù sul trapezio.
    è un còsa suggestiva il circo.
    faticoso e lùdico.

    fòrse ci è qualcòsa che ricorda ogni incontro, ogni scontro, ogni inizio; quasi mai l’epilogo.

    ti ci stritolo con un ‘braccio a fòrma di koala.

    • ninA 15 ottobre 2012 alle 17:21

      noooooo
      ma come menomale, sare? nel senso..menomale che non mi ci chiama un altro co sto stronzo nome..o menomale che nina, o nina, solo tu e non altri a caso mi ci chiamano così???
      ènnò sare che davvero cambia, è.
      poi. Per dire..
      da giovine giovine praticavo la giocoleria in maniera seriosissima per i miei pochi anni ma ero brava davvero poi sono caduta su una bottiglia mi sono messa 12 punti in testa e ho pensato di smettere. Avevo molti capelli quindi è stato un po complicato gestire la ferita. Caisci. però..roba bellissima poetica e onirica come poche altre…e stare su un trapezio wow e mi fa anche un po paura…però qua vicino casa mia ci è una scuola proprio circense, si credo, e insoma bella roba davvero. La piccola Angelica (non è mia la prole) va li e quando la vado a prendere è tutta felice e rossa con i ricci scapigliati e il sorriso delle nuvole.

      i koala hanno il naso più carino del mondo. A me almeno, così mi sembra, ecco.
      ciao perlina sare, che poi così ti ci avevo chiamato un giorno in particolare per uno stato di animo particolare e per una particolare forma di dorata gratitudine alle tue capriolose parole e insomma, io mi ci sono affezionata quindi tiettelo, oh. In senso, è tuo davvero per me.

      io mi ricordo sempre tutto. Cazzo. Sare, tutto porco mondo. Quello che devo mi balla sul cuore, e quello che non vorrei vi si avvinghia forte.
      mangio 4 mandorline.

      • rideafa. 16 ottobre 2012 alle 17:21

        meno male che mi ci chiàmi solo tu.
        magica magica nìna, magica magica nìna.

        è una sensàzione strana e bella insieme, la tensiòne muscolare, le falangette che fanno male, tutti i muscoli in tensiòne e poi lasciati cadere, appesi, al trapezio.

        bèh, sono pròprio principiantissìma, però è bello uguale, è bello anche se non sarò mai una trapezista ficherrìma.

        anche secondo me, ci hanno quel naso lì buffo e tenero, e sembra un guscio di noce messo lì, che magari si solleva e sotto ci è un piccolo bottoncino madreperlato a ricordarci che avremo sempre il nostro bottoncino madreperlato.
        da cucire sul petto.

        io nìna, invece, spesso dimentico le còse che no, non dovrèi dimenticare.
        pure il dolòre a volte lo dimentico, e batto le ginocchia sempre sullo stesso punto.
        il dòlore a volerlo ricordare ha la forma di una prescrizione.

        quando ero piccòla mi dimenavo per tutta casa colla febbre a millemila gradi pur di non prendere l’antibiotico: sono sempre stata insubordinata colle medicine, e così che oggi sono cagionevole.

        mi piacerebbero solo medicamenti naturali, come le lacrime.

  2. Topper 15 ottobre 2012 alle 17:21

    Non è detto che la strada del ritorno sia quella giusta. Averla smarrita potrebbe anche essere un bene.

  3. ninA 16 ottobre 2012 alle 17:21

    Io sono cagionevole pure. Al momento sto di merda ma vabbè, restiamo fiduciosi.
    Se è possibile (e non sempre lo è, bisogna dirlo e ridirlo) uso solo medicamenti naturali. Sono fan dei medicamenti naurali. Ma vado a periodo..periodo curarsi di se e periodo buttarsi nel cesso e tirare la catella, quella anni 70 tanto carina che non so perchè mi ricorda la mia bidella anna delle elementari. Ma comunque. Sono lunatica con la cura di me medesima. Mai con la cura delle pianticine amiche mie che nessuno me le tocchi je meno, ecco.
    Il naso dei koala secondo me è vellutinomagicissimo. E mi ricorda un maialino rosa con gli zoccoletti di vellutino nero che avevo da piccola. Quando ci penso al maialino rosa e vellutino mi commuovo. Il bottoncino madreperlato pure. Mi commuove sare, perchè sta li prorpio per ricordarci che abbiamo un maialino rosa e vellutino che trascinavamo per la zampina e che in fondo rimane li, dentro, piccino piccino, ripiegato con gli angolini nascosti sotto il resto.
    po c’è da dire sare che le lacrime sono naturali però bisogna decifrare da dove vengono che mica tutte sono uguali.alcune bisogna capire bene dov’è che nascono. ecco.

    stasera però sto delirando, credo di essere ubriaca sare. Colpa di M. che mi ha portato alcol biodinamico e ora deliro. domani mi alzo presto ho anche il dentista cattivissimo e ora deliro.
    mi lavo i capelli, si.

  4. creepylaanan 24 ottobre 2012 alle 17:21

    mi sono persa anch’io ormai.
    nelle bozze la mail che non ti ho più inviato, una creatura formata solo a metà. un giorno la finirò o ne scriverò una nuova.
    come sto messa, manco una mail riesco a finire.
    ci sono. ci siamo.
    spettri vivi.

    • gattaliquirizia 26 ottobre 2012 alle 17:21

      io la strada del ritorno me la sono cancellata a viva forza, rabbiosa e paziente come mai lo ero stata prima.
      a volte per poter tornare è necessario prima praticare una qualche forma d’igiene, altre volte sprangare a sè stessa ogni possibile porta che riconduca a ciò che è stato è l’unica forma d’igiene possibile.

  5. vanivini 30 ottobre 2012 alle 17:21

    Credo che il verbo tornare sia ambiguo, fuorviante quasi sempre, ché è impossibile la restaurazione, tutto cambia sempre, anche a dispetto di questa banalità che ho scritto.

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